E se la smart home ci piacesse sempre di più perché ci aiuta a ricordare? L’ipotesi parte da una ricerca condotta da Ipsos per BTicino e da quali siano le dimenticanze più frequenti degli italiani: spegnere la luce (32%), chiudere le finestre (21%), spegnere o accendere un elettrodomestico (19%), chiudere la porta d’ingresso a chiave (13%). «Sono dimenticanze accusate dagli italiani, che hanno anche bisogno di risposte. Rientrano in quelle che in gergo sono bisogni non soddisfatti. E chi può soddisfare questi bisogni? Proprio gli oggetti di smart home e difatti il concetto di casa connessa va proprio in quella direzione», ha spiegato Simone Andrea Telloni, direttore Ipsos Observer.

Quanto piace la smart home

La considerazione è stata fatta in occasione dell’appuntamento organizzato da BTicino per presentare il termostato Smarther (nella foto), l’ultimo “nato” della famiglia Eliot, il programma Internet of Things per la casa, e mostrare in anteprima Entrée by BTicino’ e ‘O-tune by BTicino’, prototipi di ultima generazione. La “famiglia domotica evoluta” di BTicino si allarga, percependo il riscontro sempre più positivo degli italiani per gli oggetti smart e connessi. Lo testimonia il fatto che la smart home sia un tema noto al 76% del campione.

La migliore risposta per comprendere quanto sia attuale il tema degli oggetti smart e connessi è considerare quanto ce ne sono già presenti in casa: il 66% del campione ha affermato di possederne già almeno uno e consentono, per il 33,6%, il controllo di ciò che succede in casa, soprattutto quando non si è presenti. Per il 15% permettono di semplificare le attività quotidiane nell’abitazione, soprattutto alle persone fragili (quali anziani, disabili).

Quali bisogni pratici potrà soddisfare la smart home nel prossimo futuro? Al primo posto c’è il bisogno di una maggiore sicurezza della casa (30%). Per il 17% degli intervistati, invece, sarà l’efficienza energetica e l’attenzione al risparmio dei costi la leva più importante.

Installatore protagonista

Il 51% del campione ha affermato l’intenzione di acquistare smart object nei prossimi anni. Ma dove verranno comprati tali prodotti? I negozi specializzati di elettronica (43%) e gli installatori professionisti (38%) sono i due riferimenti più importanti.

La semplicità di installazione è un concetto forte nelle scelte di acquisto, come ha rilevato l’amministratore delegato BTicino, Franco Villani, ma l’installatore è ancora una figura di riferimento e di fiducia: «Sappiamo che sul mercato ci sono soluzioni Do It Yourself, specialmente quelle concepite dalle startup. Ma sappiamo anche come determinate soluzioni abbiano bisogno dell’installazione. E nel momento in cui ce n’è bisogno, spesso questo risulta essere per molti player un limite perché non hanno una padronanza di filiera, un accesso all’installazione, una capillarità territoriale e distributiva. Sono tutti fattori che contribuiscono a facilitare l’accesso con l’installatore nelle case. Questa posizione privilegiata di BTicino con la filiera offre un ulteriore vantaggio: rende estremamente breve l’accesso al mercato. Tutto ciò non significa non privilegiare la semplicità: tutt’altro». L’obiettivo, infatti, è «democratizzare le soluzioni connesse».

Smart home, Internet of Things, domotica… interessanti, non trovi? Questi e altri concetti saranno approfonditi e discussi durante la prossima edizione di Illuminotronica, dal 12 al 14 Ottobre alla Fiera di Padova.